Bilancio della crisi

Il Rapporto, presentato a Roma alla presenza del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intende contribuire alla riflessione sulla efficacia delle forme istituzionali di contrasto alla povertà e si propone come «strumento aperto, pronto ad ampliare progressivamente il raggio della valutazione includendovi anche i modelli regionali in questo ambito, e nell’offrire un punto di vista che sappia cogliere in che misura siano realizzabili strategie di tipo nazionale, a partire dalle dotazioni infrastrutturali dei diversi territori».
Nell’ipotesi di fare della lotta alla povertà una priorità politica, il Rapporto prefigura due scenari alternativi la prosecuzione del «Welfare all’italiana», oppure l’avvio di un Piano nazionale contro la povertà.
La prima ipotesi consiste nel consolidamento delle modalità d’intervento già tipiche del sistema italiano di protezione sociale: vengono stanziati significativi finanziamenti aggiuntivi e li si utilizza per un nuovo contributo economico, puro e semplice, dunque non affiancato da servizi alla persona. Non vengono, altresì, coinvolte le realtà del welfare locale.
La scelta invece di un Piano nazionale contro la povertà comporterebbe l’introduzione progressiva del Reis – reddito di inclusione sociale con un percorso quadriennale. Sin dall’inizio viene definito il punto di arrivo (le caratteristiche del Reis a regime) e sono determinate le tappe intermedie.