Rapporto Coop 2016: Italia in ripresa tra food e GIG Economy:

Arriva puntuale come ogni anno la fotografia dell’Italia dei consumi, del lavoro e delle famiglie, contenuta nel Rapporto Coop.

Pur in una situazione ancora complessa e con un rischio di povertà ancora molto diffuso (riguarda un italiano su 4), si registrano segnali di ripresa: il prodotto interno lordo (PIL) riprende a crescere (+1,5% nel 2017 e +1,2% atteso nel 2018) e così pure i consumi (+1,2% nel 2017) che scontano però una riduzione della propensione al risparmio e un aumento dei prestiti. Le famiglie italiane, quindi, nonostante la bassa crescita dei salari e la lieve ripresa dell’inflazione tendono a sforzarsi per non comprimere i consumi.

L’Italia di oggi è «vulnerabile» (il Rapporto cita alcuni dati sull’appeal del populismo di Donald Trump), «segnata dalle cicatrici della crisi» e dal «deflagrare dei fenomeni migratori».

Questi ultimi, ribadiscono gli Autori del Rapporto, sono però il presente e il futuro con cui è «giocoforza convivere»: tra 50 anni un residente su tre sarà straniero e tra i giovani i migranti saranno la maggioranza. Già oggi cresce il numero dei matrimoni in cui almeno uno dei due sposi è di cittadinanza straniera (sono il 12% delle nozze celebrate l’ultimo anno, nel Nord Est si arriva a toccare il 20%).

Cambia l’Italia, sostengono ancora gli Autori del Rapporto, salute, benessere e presa di distanza dalle forme del consumo ostentato sembrano essere gli elementi che orientano le priorità e gli stili di consumo: si tende a non privarsi del piacere di un viaggio o di una nuova esperienza di tempo libero.

Il rapporto degli italiani con la tecnologia si caratterizza per un forte desiderio di novità (dall’auto a guida autonoma alla robotica medico chirurgica) e per una quasi nulla preoccupazione per l’impatto che l’industria 4.0 potrebbe avere sul lavoro.

Proprio al tema del lavoro il Rapporto Coop 2017 dedica un approfondimento sperimentale che contiene alcuni dati sulla cosiddetta Gig Economy, l’economia dei “lavoretti” a cui si orienta per arrotondare i compensi del lavoro principale, il 27% dei lavoratori italiani; circa la metà di questi (41%) svolge lavori che richiedono l’uso di App e piattaforme on-line

Sono i cosiddetti Gig Worker, in maggioranza di sesso maschile (54%) e di età compresa tra i 20 e i 39 anni.

I Gig Worker svolgono lavori che nella maggioranza dei casi non sono molto remunerativi: il 65% delle persone intervistate per questo approfondimento dichiara di guadagnare al massimo 50 euro al mese, il 18% da 50 a 100 euro; solo il 14% arriva a intascare da 100 a 500 euro; solo il 2% arriva ai 1.000 euro e l’1% supera tale cifra.

Altri aspetti che, secondo il Rapporto caratterizzano gli italiani sono:

  • la propensione alla filantropia: 4,5 miliardi di euro di donazione nel 2016;
  • la buona salute: meglio di noi solo gli islandesi. Ottime anche le proiezioni sull’aspettativa di vita che salirà di sei anni nei prossimi cinquanta
  • la diffusione della pratica sportiva (collegata all’obiettivo della buona salute)
  • la crescente attenzione all’alimentazione sana e di qualità
  • la riscoperta del cibo come strumento di conoscenza (anche di altre tradizioni e culture), di relazione e convivialità.

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