REI: numeri e proposte dell’Alleanza italiana contro la povertà

Si è svolta il 6 settembre a Montecitorio una Conferenza Stampa indetta dall’Alleanza Italiana contro la povertà (a cui aderisce Caritas Italiana) nel corso della quale sono state fornite alcune proiezioni sull’impatto effettivo del Reddito di Inclusione (REI).

I poveri assoluti che riceveranno la copertura del REI saranno poco più di un terzo (1,8 milioni su un totale di 4,75).

L’Alleanza segnala con particolare preoccupazione la situazione dei minori, perché se è vero che la presenza di un figlio minore o una donna in gravidanza rappresenta requisito d’urgenza per l’accesso al REI, è anche vero che tra i minorenni il 41% dei poveri rimarrà escluso dall’applicazione di questa misura, perché le soglie economiche di ’accesso sono più basse di quelle che definiscono la povertà assoluta.

Secondo l’Alleanza, poi il contributo economico previsto è troppo basso e c’è il rischio di «aumentare l’utenza senza elevare gli importi», assistendo, cioè sempre più persone senza garantire loro uno stile di vita minimo.

Anche le risorse destinate alla costruzione della “parte attiva” del REI (percorsi di inclusione affidati agli Enti territoriali) sono troppo esigue: bisognerebbe portarle dall’attuale 15% dello stanziamento complessivo previsto al 20%.

In termini quantitativi si stima che a partire dal 2020 il fabbisogno finanziario per il sostegno della misura universalistica di contrasto alla povertà estrema sia di 7 miliardi di euro. Siamo dunque ben lontani se si pensa che oggi il REI può contare su 1,7 miliardi per il 2017 e 1,8 miliardi per il 2018. Per questo, conclude l’Alleanza, è necessario un incremento progressivo delle risorse ed è necessario che la prossima Legge di Bilancio indichi le singole tappe di questo percorso triennale di incremento progressivo

Intervista di Roberto Rossini a SAT 2000

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